Risultato #3
DISFUNZIONE DEL SONNO SOGGETTIVA E SONNOLENZA DIURNA SONO ASSOCIATI AI RITMI EEG A RIPOSO E ALLA PERFORMANCE AI VIDEOGIOCHI SERI DI TELEMONITORAGGIO DOMICILIARE SMARTME&YOU NEI PAZIENTI CON DEFICIT COGNITIVO DOVUTA ALLA MALATTIA DI PARKINSON
Obiettivo
I pazienti con lievi deficit cognitivi e con demenza lieve-moderata dovuti alla malattia di Parkinson (PDCD) possono presentare una scarsa qualità del sonno ed eccessiva sonnolenza diurna. Possono inoltre mostrare densità di potenza anormalmente elevate nelle bande delta (<4 Hz) e theta (4–7 Hz) e ridotte nella banda alpha (8–12 Hz) in ampie regioni dello scalpo, calcolate dai ritmi elettroencefalografici a riposo a occhi chiusi (rsEEG). In questo studio abbiamo ipotizzato che la qualità del sonno e l’eccessiva sonnolenza diurna, misurate tramite scale cliniche, possano essere associate ad alterazioni dell’attività rsEEG, suggerendo che la neuropatologia di queste malattie influenzi i meccanismi oscillatori neurofisiologici alla base sia della vigilanza diurna in condizioni di quiete sia del sonno notturno.
Materiali e Metodi
Nell’ambito del progetto TELEMAIA (Regione Lazio Innova), sono stati raccolti dati clinici, demografici e di rsEEG da 38 partecipanti sani (HC) e 47 con PDCD. I partecipanti hanno ricevuto una diagnosi clinica secondo le linee guida internazionali sui criteri di inclusione ed esclusione negli studi clinici focalizzati su PDCD. Sono stati utilizzati materiali e strumenti standard, inclusi questionari sul sonno e sulla sonnolenza. Sono stati ottenuti i punteggi totali per il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI) e l’Epworth Sleepiness Scale (ESS), che misurano rispettivamente la qualità del sonno percepita e la sonnolenza diurna. I dati EEG sono stati processati utilizzando il toolbox EEGLAB. Biomarcatori ematici, dati di rsEEG (circa 5 minuti a occhi chiusi), risonanza magnetica strutturale e funzionale, e dati clinici e neuropsicologici sono stati raccolti in ambiente ospedaliero. Partecipanti e caregiver hanno ricevuto un training sull’uso di videogiochi seri durante le visite ospedaliere per la valutazione clinica e neuropsicologica. I dati di rsEEG sono stati processati utilizzando il toolbox EEGLAB. Le attività di rsEEG prive di artefatti sono state analizzate nelle bande di frequenza individuali delta (<4 Hz), theta (4-8 Hz), e alpha (8-12 Hz), oltre alle bande fisse beta (13-35 Hz) e gamma (35-40 Hz). È stato utilizzato il software gratuito eLORETA per stimare le sorgenti corticali del rsEEG (https://www.uzh.ch/keyinst/NewLORETA/So).
Risultati
Rispetto al gruppo Healthy, il gruppo dei PDCD ha mostrato:
- punteggi più elevati alle scale PSQI ed ESS a indicare una qualità del sonno peggiore ed eccessiva sonnolenza diurna (Rank transformation ANCOVA, p < 0.05);
- attività rsEEG delta e theta più elevate e diffuse, e attività rsEEG alpha posteriori ridotte (ANCOVA, p < 0.01).
Coerentemente con le ipotesi, sono state osservate associazioni positive tra le attività corticali rsEEG nelle bande delta e theta e la sonnolenza diurna (punteggio ESS) considerando l’intero campione (Healthy e PDCD) (GLM, p < 0.05). In altre parole: maggiore era l’attività rsEEG anomala nelle bande delta e theta, maggiore era la sonnolenza diurna.
Conclusioni
I risultati suggeriscono che i meccanismi di sincronizzazione neurofisiologica dell’attività neurale nelle bande delta e theta (<7 Hz) durante la veglia quieta possano riflettere disfunzioni dell’arousal e della vigilanza associate all’eccessiva sonnolenza diurna nei pazienti con PDCD. È attualmente in corso uno studio volto a verificare se l’attività rsEEG sia associata a nap mattutini accentuati e frammentazione del sonno in pazienti PDCD, come rivelato dal telemonitoraggio domiciliare 24 ore tramite actigrafia. Questi risultati supportano l’ipotesi che i pazienti con PDCD possano presentare anomalie rilevanti nella regolazione del ciclo sonno–veglia, come riflesso dall’attività rsEEG registrata durante il giorno. Le evidenze fornite gettano le basi per studi prospettici sui ritmi rsEEG a bassa frequenza e sulle loro relazioni con il funzionamento cognitivo e la sonnolenza diurna, utilizzando piattaforme di telemonitoraggio domiciliare SmartMe&You nei pazienti con PDCD.