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Risultato #9

LE DISFUNZIONI SOGGETTIVE DEL SONNO E SONNOLENZA DIURNA SONO ASSOCIATE AI RITMI EEG A RIPOSO E ALLE PRESTAZIONI COGNITIVE NEGLI ADULTI ANZIANI CON DEFICIT COGNITIVI DOVUTI A MALATTIA DI PARKINSON

Obiettivo

La disfunzione del sonno e l’eccessiva sonnolenza diurna sono comuni nelle condizioni neurodegenerative, come la malattia di Parkinson (PD), e possono riflettere alterazioni nella regolazione della vigilanza e nel declino cognitivo. Questo studio ha esaminato le associazioni tra variabili soggettive del sonno, funzionamento diurno, ritmi EEG a riposo e prestazioni cognitive, valutate tramite videogiochi seri all’interno della piattaforma SmartMe&You (https://smartme.cloud.garr.it/), in adulti anziani con e senza deficit cognitivi.

 

Materiali e metodi

Nell’ambito del progetto TELEMAIA (Bando “Regione Lazio per il repurposing competitivo per ricerca-sviluppo-innovazione 2023”), 64 adulti anziani – 22 controlli sani (Healthy; età media: 66,6 ± 6,2 anni, 9 donne) e 28 con declino cognitivo dovuto a PD (PDCD; età media: 74,8 ± 6,1 anni, 6 donne) – hanno completato questionari standardizzati sul sonno, EEG a 19 canali e valutazione cognitiva domiciliare mediante sette videogiochi seri SmartMe&You. I partecipanti hanno completato il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI; punteggio totale e sette componenti per valutare diversi domini della qualità e quantità del sonno) e l’Epworth Sleepiness Scale (ESS), e hanno eseguito attività SmartMe&You su tablet mirate ad attenzione e velocità visuo-motoria. L’EEG a riposo (~5 min, occhi chiusi) è stato analizzato tramite eLORETA per ottenere stime della densità di corrente a livello di sorgente nei singoli bande di frequenza delta, theta, alpha1, alpha2 e alpha3. I modelli lineari generali (GLM) sono stati utilizzati per testare le differenze tra gruppi; le correlazioni di Spearman hanno esaminato le associazioni tra EEG, sonno soggettivo, sonnolenza e variabili cognitive.

 

Risultati

Il gruppo con deficit cognitivi (PDCD) ha mostrato punteggi significativamente più alti di PSQI (p = 0,01, η²p = 0,16) e ESS (p = 0,02, η²p = 0,13) rispetto al gruppo sano. La potenza EEG delta (p = 0,01, η²p = 0,18) e theta (p = 0,03, η²p = 0,12) era aumentata in PDCD. ESS e la componente del PSQI relativa al funzionamento diurno (C7) erano positivamente associate alla potenza delta (rho = 0,36 e 0,39) e theta (rho = 0,38 e 0,42) (tutti p < 0,01), e entrambe le misure risultavano negativamente correlate con l’accuratezza nei videogiochi (rho = -0,43 e -0,38, rispettivamente, p < 0,01).

 

Conclusioni

Questi risultati suggeriscono che un funzionamento diurno compromesso correlato al sonno è accompagnato da un aumento dell’attività EEG a onde lente e da una ridotta prestazione cognitiva negli adulti anziani con condizioni neurodegenerative. La piattaforma SmartMe&You, integrata con EEG e misure soggettive del sonno, fornisce un metodo scalabile ed ecologicamente valido per rilevare alterazioni neurocomportamentali nelle fasi precoci di PD. I risultati supportano l’importanza del monitoraggio focalizzato sul sonno nel declino cognitivo legato all’età, incoraggiando ulteriori studi sul monitoraggio domiciliare prolungato dei ritmi di riposo-attività.