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Risultato #1

VALIDITA’ DEI VIDEOGIOCHI SMARTME&YOU PER IL TELEMONITORAGGIO DOMICILIARE DELLE FUNZIONI COGNITIVE NEI PAZIENTI CON MALATTIA DI PARKINSON

Obiettivo. La piattaforma di telemonitoraggio domiciliare SmartMe&You (https://smartme.cloud.garr.it/) è progettata per monitorare, nell’arco di una settimana, quattro principali fattori di rischio per demenza negli anziani a rischio di compromissione cognitiva o già diagnosticati con disturbi cognitivi legati all’invecchiamento: (1) comportamento sedentario, (2) disfunzioni nella regolazione del sistema autonomo della dinamica della frequenza cardiaca nelle 24 ore, (3) qualità del sonno notturno e (4) funzioni cognitive esecutive. I fattori di rischio (1), (2) e (3) vengono monitorati tramite smartwatch, mentre il fattore (4) viene monitorato tramite videogiochi seri sviluppati dal nostro gruppo di lavoro. In questo studio abbiamo valutato usabilità, accettabilità e validità dei videogiochi seri di SmartMe&You per la valutazione dello stato cognitivo in anziani cognitivamente sani (Healthy) e in pazienti con lieve compromissione cognitiva o demenza lieve-moderata dovute alla malattia di Parkinson (PDCD). La validità è stata valutata utilizzando il punteggio del Mini-Mental State Examination (MMSE) come gold standard.

Materiali e metodi

Nell’ambito del progetto TELEMAIA (Regione Lazio Innova), sono stati raccolti dati clinici e demografici da 42 soggetti sani con stato cognitivo integro (Healthy) e 74 pazienti PDCD. I partecipanti hanno ricevuto una diagnosi clinica secondo linee guida internazionali, basate su criteri di inclusione ed esclusione specifici per studi clinici su PDCD.

Tutti i partecipanti sono stati coinvolti in una settimana di telemonitoraggio domiciliare tramite la piattaforma SmartMe&You. I videogiochi seri comprendevano 7 compiti cognitivi non supervisionati, implementati su un tablet commerciale (video dimostrativo disponibile su https://www.youtube.com/watch?v=wfBm7WxX_RY). Essi includevano due varianti di un compito visivo di semplice tempo di reazione, tre varianti del compito di attenzione anticipatoria visuospaziale di Posner, un compito di inibizione dell’attenzione (inhibition of return) e un compito visivo Go-NoGo. Tutti i compiti si basavano sulla stessa griglia visiva sullo schermo del tablet, dove venivano presentati stimoli di tipo cue e go, ai quali il partecipante doveva rispondere con un movimento della mano in modo rapido e accurato.

In ambiente ospedaliero sono stati raccolti biomarcatori ematici fluidi, dati elettroencefalografici a riposo, risonanza magnetica strutturale e funzionale, e dati clinici e neuropsicologici. Partecipanti e caregiver hanno ricevuto una formazione sull’utilizzo dei videogiochi seri durante le visite cliniche. Il punteggio MMSE e le performance nei videogiochi (accuratezza e tempi di reazione) sono stati utilizzati come variabili principali nelle analisi statistiche, effettuate con il software gratuito Jamovi (versione 2.3).

 

Risultati

I pazienti PDCD hanno mostrato accuratezza significativamente inferiore e tempi di reazione più lenti rispetto al gruppo Healthy (Rank transformation ANCOVA, p < 0.05). Inoltre, è emersa un’associazione positiva statisticamente significativa tra il punteggio MMSE e le performance nei videogiochi nei gruppi Healthy e PDCD considerati nel loro insieme (GLM; p < 0.001).

 

Conclusioni

I videogiochi seri non supervisionati della piattaforma SmartMe&You sono risultati utilizzabili dalla maggior parte dei pazienti PDCD e sensibili al rilevamento dei deficit cognitivi globali in entrambi i gruppi. In questa prospettiva, tali videogiochi si dimostrano uno strumento utile, pratico, gratuito, “green” e non supervisionato per valutare lo stato cognitivo e il declino negli anziani, sia con deficit cognitivi sia cognitivamente integri, nel contesto del telemonitoraggio domiciliare.

Queste evidenze aprono prospettive interessanti per future applicazioni non solo nella prevenzione terziaria, nell’assistenza e nella telemedicina per pazienti PDCD, ma anche nella prevenzione primaria in soggetti anziani cognitivamente sani ma con fattori di rischio per declino cognitivo.